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13-10-17 Convegno "Ero straniero e mi avete accolto"

ERO STRANIERO E MI AVETE ACCOLTO

Genova – 13 ottobre 2017

Dopo aver esaminato in classe il documento dei Vescovi Liguri “Migranti, segno di Dio che parla alla Chiesa”, venerdì 13 Ottobre 2017 la classe V del Liceo Santachiara, accompagnata dai professori Morini Susanna e Zorzoli Giovanni, si è recata a Genova per partecipare al convegno organizzato dalla Conferenza Episcopale Ligure “Ero straniero e mi avete accolto”. L’incontro svoltosi significativamente al Galata Museo del mare, nel porto antico della città, è stato coordinato dal giornalista Tarcisio Mazzeo (caporedattore di Rai Liguria). Le relazioni di padre Fabio Baggio, sotto-segretario della sezione migranti e rifugiati del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e di Luigino Bruni, docente di economia politica presso l’Università LUMSA, hanno guidato la riflessione su un tema che troppo spesso   viene affrontato soltanto da un punto di vista politico, senza la consapevolezza che i migranti sono soprattutto persone e volti, che hanno vissuto e vivono un dramma, un allontanamento, quasi sempre una fuga, dal proprio paese, per motivazioni diverse. Questa esperienza dovrebbe essere  soprattutto un’opportunità da cogliere, un momento di integrazione. Troppa invece la paura dello straniero diffusa e alimentata da pregiudizi, ignoranza, intolleranza ed egoismo. Tra i due interventi sono state presentate all’uditorio quattro testimonianze concrete di accoglienza realizzate nel territorio ligure. Esse hanno dato modo di verificare che tanto è stato fatto e ancora può essere fatto per un’integrazione che è possibile e che, quando realizzata, è una gioia sia per chi è arrivato da lontano, sia per chi accoglie.

La prima è stata quella di Ventimiglia, terra di confine, dove don Rito Alvarez ha cominciato a ospitare i migranti nelle strutture parrocchiali e persino nella stessa chiesa di Sant’Antonio alle Gianchette,  attivando la generosità di molti.

Poi è stata la volta di Claudio Bagnasco che ha spiegato, anche attraverso emozionanti filmati, cosa sono e come funzionano i “corridoi umanitari” della Comunità di Sant’Egidio.

La terza testimonianza è stata quella della Caritas di Savona-Noli col progetto “Rifugiato a casa mia”, un’iniziativa che ha convinto numerose famiglie e parrocchie ad accogliere i rifugiati fra le proprie mura.

Per ultimo, il Campus di Coronata, che sorge nell’ex omonimo ospedale, dove ai migranti si offre la possibilità di riprendere in mano la propria esistenza attraverso l’insegnamento di vari mestieri e lo studio della lingua e della cultura italiana.

Al termine degli interventi ha preso la parola il Cardinal Bagnasco che ha dato un’interpretazione autenticamente evangelica del fenomeno migratorio, sottolineando che esso non va analizzato secondo un’ottica utilitaristica, in termini di vantaggio o svantaggio. Egli ritiene che la comunità cristiana sia oggi malata di secolarismo. I fratelli che arrivano da noi sono un appello di Dio al risveglio della coscienza, sia personale sia sociale: “Il risveglio delle coscienze è una grazia del nostro tempo, la gente si interroga e cerca delle risposte intorno a questi temi, per questo la presenza dei migranti deve essere vista come un elemento assolutamente positivo”.

Inoltre secondo l’Arcivescovo i migranti sono una grazia, perché la loro richiesta di aiuto costringe a uscire da sé stessi rendendosi dono. “Andare verso l’altro mi salva da me stesso”.

Bisogna poi distinguere tra multiculturalità e interculturalità: nel primo caso il rischio è quello di un semplice rispetto reciproco, il secondo implica autentici dialogo e integrazione.

Il Cardinale, infine, si è augurato che l’Europa torni a curare il suo spirito, altrimenti è destinata a smarrirsi, oppressa dalla dittatura del secolarismo: vivendo come se Dio non ci fosse, non è possibile distinguere il bene dal male, si crea una società priva di punti di riferimento, che non può che scadere nell’appiattimento culturale.