Home news-cfp 26-03-18: l'associazione Toyai incontra le classi prime del CFP di Stradella
26-03-18: l'associazione Toyai incontra le classi prime del CFP di Stradella
Giovedì 05 Aprile 2018 21:15

«Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo esso avrebbe una goccia in meno». È con questa citazione di Madre Teresa di Calcutta che la preside del Centro di Formazione Professionale Santachiara di Stradella, Stefania Fecchio, ha presentato agli studenti delle classi prime l’impegno che l’Istituto stradellino porta avanti da diversi anni nei confronti dell’associazione umanitaria Toyai; per sostenere la causa di tale organizzazione, tradizionalmente viene organizzato un pranzo a scopo benefico, gestito per intero dagli studenti della sezione alberghiera. Nella mattinata di lunedì 26 marzo, infatti, gli allievi delle classi prime hanno avuto modo di incontrare i responsabili dell’associazione umanitaria che da oramai diciotto anni destina fondi per l'Ospedale di Matani, nella regione di Karamoja in Uganda. A parlare ai ragazzi della propria missione umanitaria sono stati il medico Andrea Rovati e l'infermiera -nonché moglie- Arianna Ferrari: con grande semplicità e con evidente passione, sempre viva negli occhi, hanno raccontato agli studenti l'esperienza che ha cambiato le loro vite e li ha portati a dedicare il loro tempo alla beneficienza. I due responsabili hanno spiegato agli studenti la loro opera presso l'ospedale di Matani, il loro impegno per la diffusione della cultura e di maggiori e semplici norme igieniche. Agli alunni sono stati presentati anche la geografia e gli aspetti etnografici del territorio ugandese: l'allevamento, considerato l'aspetto fondamentale della vita degli individui, la coltura del sorgo, il nomadismo stagionale e la fatica con cui la popolazione rintraccia ogni giorno acqua potabile. È apparso chiaro ed evidente da immagini e racconti che a queste popolazioni, spesso, sono negati alcuni diritti fondamentali ed inalienabili per l'uomo. Spontanee e numerose sono le domande poste dagli alunni, che sono rimasti molto colpiti dal racconto: quale sia l’origine dei vestiti donati alla popolazione ugandese, come vengano costruite le capanne, come le piogge possano portare problemi alla vita quotidiana, quali siano i contrasti che minano la pace, come ci si comporti con la morte, quali siano i tassi di mortalità e di diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, sono solo alcuni esempi di quesiti posti dai giovani. Bellissimo il discorso in chiusura di Arianna, sollecitato delle domande dei ragazzi. «Noi aiutiamo queste persone in modo impreciso, imperfetto, ma lo facciamo. Pensiamo che sia innanzitutto necessario donare alle persone dignità: ed è per questo che a ogni degente dell’ospedale forniamo lenzuola ed un pigiama pulito. La nostra speranza è di donare a giovani come voi la possibilità di sognare un futuro». Grandi complimenti sono stati rivolti dai responsabili agli studenti del Santachiara, non solo per attenzione dimostrata in questa occasione, ma per la serietà con cui si approcciano ogni anno al pranzo benefico e per la loro concretezza nel realizzare il sogno di apprendere una professione immediatamente spendibile nel mondo del lavoro.

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Aprile 2018 21:23