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16-03-18 UN CAMPIONE FRA NOI: INCONTRO CON MAURO NESPOLI
Venerdì 16 Marzo 2018 10:53

Martedì 13 marzo 2018 la nostra scuola ha avuto il piacere e l’onore di ospitare una personalità del mondo dello sport, il campione olimpico Mauro Nespoli.

 

L’incontro è avvenuto nei locali della palestra, alla presenza di alunni e insegnanti che per due ore hanno ascoltato, affascinati, divertiti, ammirati e partecipi, le parole dell’atleta. È stato un colloquio piacevole, dove è emerso il carattere di un grande, non solo sportivo, ma anche uomo. Ha raccontato i suoi inizi, l’incontro casuale con l’arco da bambino durante una vacanza in montagna, l’innamoramento potente per questa disciplina, le ritrosie dei famigliari, la sua tenacia nel portare avanti quella passione, appena nata ma già così forte. Poi gli allenamenti intensi, la preparazione fisica e psicologica, lo sforzo di gestire il tuo corpo, di piegarlo alla volontà come si piega la corda di un arco; i sacrifici, che durano ancora e che formano, che ti fanno rinunciare al divertimento, alle serate in discoteca, alla spensieratezza. E la costanza, che non ti abbandona nonostante tutto, il mettere mente e corpo al servizio di un ideale, il non mollare mai. Quindi i primi successi, fino al trionfo, fino a diventare una star, a essere riconosciuto per strada, a sentire il tuo nome pronunciato tra quelli dei fuoriclasse, a leggere le tue imprese sul giornale. E la capacità di non cedere, quando la sorte sembra girarti le spalle, quando il successo non arriva, il bersaglio sfugge e la fiducia si incrina, e la voglia di dire basta, di fare un passo indietro, di uscire da quello che ormai non è più sogno, ma incubo, è forte. Il saper cadere e rialzarsi, che, come ha spiegato Nespoli, non riguarda solo lo sport, ma anche il lavoro, lo studio, la vita tutta. E ricominciare sempre, con ottimismo, ostinazione, umiltà e determinazione, fino ad oggi, con la voglia immutata, dopo vent’anni di tiri, di mettersi in gioco, di vincere ancora. Poi il racconto dei divertentissimi momenti passati in famiglia a rivivere i passaggi cruciali delle competizioni con la nonna, tifosa accanita e ansiosa anche nelle repliche delle gare, il rito degli oggetti portafortuna e i gesti che…” non è vero, ma ci credo”; l’umanità, la sensibilità e la grandezza di chi ce l’ha fatta e ci ha insegnato che nella vita, se ci credi e se lotti, la favola può diventare realtà.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Marzo 2018 11:08