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29-11-16: ritiro spirituale d'Avvento con il Vescovo Vittorio Viola per i docenti dell'Istituto Santachiara

Oggi, martedì 29 Novembre, i docenti delle tre sedi dell'Istituto Santachiara -Stradella, Tortona, Voghera- si sono incontrati presso il seminario tortonese per un ritiro spirituale in preparazione al Santo Natale presieduto dal Vescovo Vittorio Viola, che ha pronunciato parole toccanti e particolarmente significative. Il Vescovo ha ricordato l'importanza del lavoro del docente, da lui definito come un modo alto di fare la carità, nell'atto di trasmettere valori e competenze, anche laddove non sembrava potesse esserci alcuna speranza. Quella dell'insegnante è, a suo dire, una professione la cui fonte di ispirazione diretta è l'opera del Signore e del suo amore verso il prossimo. Le riflessioni si sono poi spostate sul significato del tempo dell'Avvento, tradizionalmente considerato come l'inizio dell'anno liturgico. Ma quale è il vero senso che è necessario dare a questo periodo? È impossibile dare a questo momento il medesimo significato ogni anno, anche perché la nostra vita è sottomessa ad un cambiamento costante: ogni istante l'esistenza cambia, anche se non ce ne accorgiamo, quindi per ciascuno di noi vivere le feste assume una connotazione differente di anno in anno. Per capire il significato dell'Avvento è dunque necessario guardare, prima che al Natale, all'Ascensione, momento critico per la Chiesa, che in seguito alla morte di Cristo si presentava dispersa, frantumata, con il solo Giovanni e la sola Maria sotto la croce a piangere Gesù, con Pietro e gli altri discepoli inchiodati a guardare il cielo dopo la sparizione del Risorto tra le nubi. Sono stati gli angeli ad annunciare che prima o poi il Signore sarebbe ritornato: prima di allora, il loro compito sarebbe stato quello di riempire il mondo della bellezza del Vangelo. Quello che è certo per tutti i cristiani è il ritorno del Signore, anche se non abbiamo risposte sicure  circa il momento in cui questo avverrà. Ma è proprio tale incertezza che ci tiene ancorati al presente: non sappiamo quando arriverà ed è per questo che la nostra preoccupazione principale deve essere la disposizione d'animo in cui ci troverà. Se pensassimo che il suo ritorno possa avvenire entro breve, le nostre preoccupazioni si dipanerebbero: capiremmo cosa sia essenziale, cosa invece sia superfluo. Il nostro pensiero correrebbe subito verso le persone che amiamo e ci chiederemmo se i nostri sentimenti siano realmente corrispondenti ai gesti e alle parole. È importante insomma farci trovare con un desiderio di vivere l'amore e con un sentimento di perdono nel cuore. È inoltre importantissimo prepararsi allo stupore, perché quello che ci aspettiamo di trovare nel ritorno del Signore sicuramente sarà superiore alle aspettative: tutto sarà più bello, più pieno, più vivo di come lo immaginiamo. L'invito del Vescovo è quello di trovare il tempo per pensare al "ritorno" e di fare tesoro di quei momenti di riflessione che ci sono concessi perché sono un dono di Dio.

Dopo questa profonda riflessione che ha toccato il cuore di ciascuno dei presenti, tutto il corpo docente si è trasferito nella cappella del seminario, dove tutti insieme hanno concluso questo importante momento di comunità con la corale recita dei Vespri.