Home news-odpf 19-20-21 Settembre 2016 - L'Istituto Santachiara partecipa al pellegrinaggio diocesano a Roma con il Vescovo Vittorio Viola in occasione del Giubileo della Misericordia 2016
19-20-21 Settembre 2016 - L'Istituto Santachiara partecipa al pellegrinaggio diocesano a Roma con il Vescovo Vittorio Viola in occasione del Giubileo della Misericordia 2016

 

L'Istituto Santachiara si prepara a partecipare con un gruppo di oltre 100 allievi - accompagnati dai docenti delle tre sedi dell' Agenzia Formativa di Tortona, del Liceo di Voghera e del CFP diVoghera e Stradella- ad alcuni momenti del pellegrinaggio diocesano a Roma guidato dal Vescovo Vittorio in occasione del Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco per il 2016.

Particolarmente significativi saranno -martedì 20- l'ingresso in S. Pietro dalla Porta Santa e la partecipazione alla S. Messa celebrata dal Vescovo  e -mercoledì 21- l'udienza con Papa Francesco.

In preparazione al viaggio  proponiamo la spiegazione del logo del giubileo e l'intervista a Padre Marko Ivan Rupnik che l'ha ideato e creato.

 

 


Un gioiello teologico: il logo del giubileo

Il logo del Giubileo ideato e realizzato dal celebre artista gesuita padre Marko Ivan Rupnik è una preziosa lezione di teologia, che comprende sapientemente le tematiche dottrinali dell’Anno giubilare. L’artista riprende un soggetto caro all’iconografia antica e medievale, anche con uno stile tipico dell’arte di quel periodo, reinterpretandolo e caricandolo di folgoranti simbolismi.

Emerge la figura di Cristobuon Pastore, che porta teneramente sulle spalle Adamo, recuperato dagli inferi, rappresentante dell’umanità perduta e salvata dal sacrificio del Figlio di Dio, che ha evidenti, nelle mani e nei piedi, i segni della sua azione redentrice. Da notare un particolare rilevante: gli occhi di Cristo e di Adamo si fondono in un unico sguardo. Non è un’esigenza grafica, bensì una voluta e originale scelta catechetica dell’artista per illustrare la verità profonda del mistero dell’incarnazione-redenzione: Dio, nel suo infinito amore, assume pienamente l’umanità, comunicandole tutto se stesso; “ciò che vede l’uomo vede anche Dio e l’uomo comincia a vedere in modo di Dio” (M. I. Rupnik).

Il “centro” dell’insieme è senza dubbio il volto di Cristo, “volto della Misericordia del Padre” (titolo della Bolla di indizione del Giubileo straordinario).

Anche i colori giocano un ruolo di primaria importanza, dando straordinario dinamismo e tridimensionalità all’icona: il colore bianco radioso del Signore mostra la vita, la luce che scende nell’abisso della morte, per liberare Adamo e ridare all’umanità decaduta la beatitudine e la gloria della figliolanza divina; questo movimento, dall’oscurità alla chiarezza, è fissato nelle diverse sfumature concentriche di blu (che si possono leggere anche in direzione opposta per evidenziare la profondità imperscrutabile della Misericordia di Dio). L’uomo è vestito di un colore dorato, una tonalità che indica il cambiamento di esistenza, la conversione da uno stato terreno di peccato (che nella simbologia cromatica tradizionale sarebbe stato indicato con il colore verde) alla stato divinizzato.

Completa il logo a lato della “mandorla” (la caratteristica forma ovale che tradizionalmente richiama le due nature divina e umana di Cristo) il motto scelto da Papa Francesco: MISERICORDIOSI COME IL PADRE.

UN MOTTO PER UN PROGETTO DI VITA AUTENTICAMENTE TRINITARIA

Papa Francesco ha scelto come motto particolare del Giubileo la frase: MISERICORDIOSI COME IL PADRE, che condensa l’insegnamento di Gesù: “Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6, 36). Non è un facile slogan, ma un impegnativo ed entusiasmante programma per vivere degnamente e coerentemente da cristiani, da figli di Dio.

Mentre il Cristo ci indica il Padre come fonte inesauribile dell’amore misericordioso, il Padre contemporaneamente ci sollecita: “Siate misericordiosi come mio Figlio, vostro fratello è misericordioso”. L’amore di Dio “è ormai reso visibile e tangibile in tutta la vita di Gesù. La sua persona non è altro che amore, un amore che si dona gratuitamente. Le sue relazioni con le persone che lo accostano manifestano qualcosa di unico e di irripetibile. I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia. Tutto in Lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione” (Papa Francesco).