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21-12-18: il CFP di Stradella celebra il Santo Natale
Giovedì 03 Gennaio 2019 12:19

 

Gioia e spensieratezza intrecciate danno il via alle vacanze al CFP di Stradella, non prima però di aver celebrato tutti insieme l’imminente festività natalizia. L’Istituto, da giorni adornato a festa ed inebriato di quell’elettricità ed emozione che sempre preludono agli avvenimenti gioiosi, ha oggi festeggiato l’arrivo del Natale con la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale dei SS Nabore e Felice, allietata dalla presenza del nostro coro studentesco. Qui, il viceparroco Cristiano Orezzi, da sempre guida dei giovani della città, ha pronunciato parole profonde ed importanti, per predisporre al meglio gli animi degli studenti al Natale.

«Prendo qualche spunto di riflessione dalla Prima Lettura che abbiamo appena ascoltato -afferma-; a Gerusalemme vi era un quartiere dove venivano radunati ed isolati i poveri. Sofonìa, protagonista della lettura, si rivolge a loro con l’esortazione “Non lasciatevi cadere le braccia”. Queste parole stamattina Dio le sta rivolgendo a noi. Se è andata male la verifica, se ci ha lasciato il fidanzato, se siamo tristi, se non ci piace il nostro corpo, non lasciamoci cadere le braccia. Bisogna alzare la testa, camminare a testa alta, reagire. Non arrendiamoci al nulla che ci circonda. Il mio invito è quello di riempire i discorsi e la testa di cose importanti; un altro consiglio che vi do è di “camminare in salita”. Chi vi presenta strade in discesa, vi sta “fregando”. Io amo camminare in montagna, ed amo il panorama che mi si staglia davanti una volta arrivato in vetta. Apprezzo a tal punto la vista dall’alto che inizio ad apprezzare anche la fatica che mi ha condotto sin lì. “Vi voglio felici sempre, nel tempo e nell’eternità”: questo è l’augurio che vi rivolgo, servendomi di una citazione di Don Giovanni Bosco. Buon Natale!». A chiusura della funzione, la direttrice Stefania Fecchio ha preso la parola per rivolgere ai giovani gli auguri a nome di tutto l’Istituto e della presidente Pinuccia Barbieri. «Ricordatevi che vi vogliamo bene, non solo nelle parole, ma anche nelle azioni, tutte finalizzate al vostro bene, anche i rimproveri -dichiara-; vi auguro Buon Natale, e che sia una festa non piena di cose, ma di parole e di attenzioni verso persone che vi stanno vicino». La festa è proseguita a scuola, con la tradizionale “tombolata” a scopo benefico e con un buffet rivolto a tutti gli studenti.

Concludiamo questo articolo citando la bellissima lettera che Don Cristiano ha scritto ai giovani di Stradella, nella speranza che tale stralcio possa essere spunto di riflessione.

«Non chiedere nulla a questo Natale, ma lascia che sia il Natale a chiedere a te. Ascolta Lui che bussa e si propone come alternativa al vuoto».